Un caso di leishmaniosi viscerale

Un caso di leishmaniosi viscerale

Vi presentiamo oggi un caso di Leishmaniosi, una malattia che ormai conosciamo da tantissimo tempo.
La Leishmaniosi si può prevenire ma nonostante ciò, ogni anno, sono moltissimi i cani che vengono infettati, anche qui in Abruzzo.

Vi presentiamo questo caso di Leishmaniosi viscerale non perché sia particolare, è infatti uno dei tanti, forse uno dei più classici, bensì per riportare l’attenzione su questa patologia estremamente subdola.

Cacciatore o preda?

Questa giovane e simpatica segugia dagli occhi dolcissimi è la protagonista della nostra breve storia.
Grandissima cacciatrice, questa volta, purtroppo, la cagnolina è stata lei a diventare preda… preda dei flebotomi che, con la loro puntura, le hanno trasmesso la Leishmaniosi.

Il motivo della visita

La nostra amica a quattro zampe è stata portata a visita poiché, nonostante la giovane età e la carica vitale che l’ha sempre caratterizzata, ha iniziato a mostrare segni di affaticamento e una minore resistenza durante le uscite.

Sul tavolo del veterinario

Giunta qui da noi in Clinica, la segugetta è stata visitata dalla Dr.ssa Anna Di Pietro che ha subito riscontrato le seguenti alterazioni dello stato di salute:
  • Dimagrimento
  • Pelo opaco e scadente
  • Pelle secca e presenza di scaglie cutanee (forfora)
  • Linfoadenomegalia (ingrossamento generalizzato dei linfonodi)
Visto il quadro clinico, il sospetto si è rivolto verso la Leishmaniosi.
Nonostante le osservazioni fortemente indicative, questa malattia non può essere diagnosticata con certezza solamente sulla base della visita, in quanto si tratta di una patologia estremamente subdola.

Il campione di sangue dopo centrifugazione

Gli esami di laboratorio

Per confermare il sospetto sono stati necessari alcuni esami di laboratorio.
In primis è stato eseguito un prelievo di sangue per effettuare il test rapido ed eventualmente un emocromo ed un biochimico.
Il campione prelevato è stato centrifugato e già dalla provetta era possibile riscontrare qualche alterazione (ad es. rapporto tra parte corpuscolata e siero, limpidezza del siero, ecc.).
Il test rapido: positivo
Il test rapido: positivo

Il test rapido ha dato in pochi minuti l’esito atteso: la nostra amica è risultata positiva alla Leishmaniosi.

Come funziona il test rapido?
Questo prezioso strumento individua la presenza di anticorpi, prodotti dall’organismo dell’animale a seguito dell’infezione, contro il protozoo Leishmania infantum.
I pallini che potete osservare nella vaschetta centrale del test sono due: il primo è il cosiddetto “controllo” (deve essere sempre presente in quanto testimonia il corretto funzionamento del dispositivo), il secondo è quello che, quando compare quando il risultato è positivo, ovvero l’animale ha contratto l’infezione e ha prodotto anticorpi specifici.
Per ulteriore conferma, la Dr.ssa Anna di Pietro ha eseguito un puntato linfonodale per completare il quadro con l’esame citologico, grazie al quale è stato possibile osservare, mediante l’utilizzo di un microscopio ottico, gli amastigoti di Leishmania infantum.
Gli amastigoti di Leishmania infantum (indicati dalle frecce)
I parametri biochimici alterati

Gli amastigoti sono quei corpuscoli indicati dalle frecce e rappresentano la forma circolante del parassita, quella presente all’interno dell’organismo di un animale infetto.

Prima di procedere alle terapie del caso è stato eseguito anche un esame emocromocitometrico e un ematobiochimico (quest’ultimo ha mostrato sensibili alterazioni della funzionalità renale ed un innalzamento delle proteine totali e delle globuline), al fine di verificare le condizioni generali della cagnetta ed impostare il piano terapeutico più adeguato.

Il ricovero e le terapie

La segugetta è stata ricoverata per qualche giorno presso la degenza della Clinica Veterinaria Saline per essere sottoposta alla fluidoterapia, necessaria al fine di ripristinare una corretta idratazione e la funzionalità renale, ed è stata dimessa con la prescrizione di una terapia leishmanicida e leishmaniostatica che dovrà proseguire a casa.
Saranno necessarie delle visite di controllo per poter verificare la risposta alle terapie e lo stato di salute generale.

La leishmaniosi si può prevenire grazie all’utilizzo di antiparassitari efficaci contro i flebotomi e alla          vaccinazione

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