L’importanza della sterilizzazione nel coniglio: le patologie della sfera riproduttiva

L’importanza della sterilizzazione nel coniglio: le patologie della sfera riproduttiva

Nel precedente articolo abbiamo iniziato ad analizzare le motivazioni che dovrebbero spingere ogni proprietario di conigli ad optare per la sterilizzazione o la castrazione.
👨‍⚕️Dopo aver discusso delle problematiche di natura comportamentale, passiamo adesso ad affrontare le questioni relative alla salute del coniglio.

Prevenire le patologie della sfera riproduttiva

Oltre alle conseguenze che l’influenza degli ormoni sessuali può determinare nella convivenza tra coniglio e proprietario oppure tra soggetti della stessa specie, esiste tutta una serie di patologie a carico degli organi sessuali che potrebbero verificarsi, presto o tardi.
Alcune di queste sono davvero molto frequenti tanto che, a seguito di statistiche frutto di anni di osservazione da parte dei veterinari di tutto il Mondo, la sterilizzazione (o la castrazione) vengono caldamente consigliate a scopo preventivo.

Le patologie della femmina

Tra le più comuni affezioni che possono interessare l’apparato genitale femminile, quella maggiormente descritta e temuta è l’adenocarcinoma uterino, ma ne esistono diverse altre.

Adenocarcinoma uterino

Si tratta di una patologia di natura neoplastica che, secondo i dati riportati da diversi testi e pubblicazioni scientifiche, sembra verificarsi nel 50-80% delle coniglie non sterilizzate al di sopra dei tre anni di vita.

Questa forma tumorale origina dall’endometrio (ovvero la mucosa uterina) ed è caratterizzato da un’evoluzione        molto lenta.

Durante le prime fasi di sviluppo, a volte anche per anni, questa patologia potrebbe addirittura non mostrare segni clinici apprezzabili oppure essere talmente blandi da non essere riconosciuti dal proprietario.
Capita con un certa frequenza che sia il veterinario a rilevare il problema casualmente, magari durante una generica visita clinica o a seguito dell’esecuzione di radiografie o ecografie all’addome per altri motivi, oppure perché, conscio della frequenza del problema, il medico intraprende appositamente una diagnostica volta alla ricerca della patologia (ecografia o rx).
I segni clinici che si manifestano con maggiore frequenza, anche singolarmente, sono i seguenti:
  • presenza di tracce di sangue nelle urine (per lo più coaguli)
  • perdita di peso
  • apatia
  • anemia
  • respirazione difficoltosa
Nelle femmine destinate alla riproduzione possono manifestarsi anche:
  • infertilità
  • aborto
  • nascita di feti morti
Questo tipo di tumore, dal carattere estremamente maligno, non rimane confinato all’utero ma tende a disseminare metastasi attraverso la circolazione sanguigna, che andranno a localizzarsi in diversi organi.
I polmoni sono il principale bersaglio di queste metastasi che causano la formazione di noduli neoplastici all’interno del parenchima polmonare, fino a determinanrne la completa invasione e la perdita di funzionalità.
La maggior parte delle coniglie affette da questo tumore giunge al decesso a seguito di crisi respiratorie.

Per prevenire questa patologia è importante che la             sterilizzazione avvenga entro il primo anno di vita.

Una volta diagnosticata la patologia a livello uterino, l’asportazione chirurgica dell’organo (ovarioisterectomia) è la terapia di elezione ma non impedisce il progredire della stessa a livello polmonare, qualora sia già avvenuta la disseminazione di metastasi.
La coniglia, di conseguenza, dovrà essere sottoposta ad esame radiografico del torace prima dell’intervento, al fine di individuare eventuali noduli già presenti a livello polmonare e valutare la fattibilità dell’operazione.
Successivamente, il soggetto dovrà essere monitorato a distanza di tempo per verificare l’eventuale evoluzione o meno di lesioni polmonari.
 

Esistono altre patologie a carico dell’apparato genitale femminile?

Tra le altre patologie che possono verificarsi a livello dell’apparato genitale femminile di una coniglia femmina adulta e non sterilizzata, prevenibili con l’ovariectomia (asportazione delle ovaie) o l’ovarioisterectomia (asportazione di ovaie e utero) precoce, possiamo citare:
  • piometra: infezione uterina con raccolta di pus
  • idrometra: raccolta di liquido all’interno del lume dell’organo
  • cisti ovariche
  • cisti mammarie
  • neoplasie mammarie
  • altre forme neoplastiche uterine (meno frequenti)

La sterilizzazione, fatta al momento giusto, è in grado di prevenire tutte le patologie della sfera riproduttiva          femminile.

Le patologie del maschio

Rispetto a quanto avviene nella femmina, le patologie legate alla sfera sessuale maschile sono molto meno frequenti, pertanto il motivo principale di castrazione rimane il fattore comportamentale.

Nonostante siano più rare, le principali affezioni dell’apparato genitale maschile prevenibili o risolvibili con l’orchiectomia (asportazione chirurgica dei testicoli) sono le seguenti:
  • orchite: infiammazione/infezione dei testicoli
  • epididimite: infiammazione/infezione dell’epididimo (organo deputato allo stoccaggio e maturazione degli spermatozoi)
  • neoplasie testicolari
  • criptorchidismo: testicolo/i ritenuto/i in addome
Le prime due patologie citate, ovvero orchite ed epididimite, possono essere conseguenti a fenomeni infettivi oppure a traumi (ad es. contusioni o morsi), e necessitare, previo parere del Veterinario, di terapie antibiotiche o antinfiammatorie prima di sottoporre l’animale all’intervento risolutivo.
I tumori testicolari non sono frequentissimi e possono essere di natura benigna (ad es. seminoma, adenoma e sertolioma) o maligna (ad es. teratoma), mono- o bilaterali (interessamento di uno solo o entrambi i testicoli).
Il criptorchidismo merita una spiegazione a se stante un po’ più dettagliata.
Il coniglio maschio possiede un canale inguinale che, a differenza di quanto avviene in molte altre specie di mammiferi, rimane pervio anche dopo la discesa dei testicoli.
Ciò significa che questi possono fisiologicamente risalire in addome e ridiscendere nello scroto a seconda del momento.
Il criptorchidismo si verifica quando uno o entrambi i testicoli non riescono a muoversi lungo il canale inguinale e pertanto permangono in addome, dove possono andare incontro a modificazione neoplastica.
Il testicolo ritenuto deve essere assolutamente asportato e questo tipo di intervento richiede, solitamente, un approccio di tipo addominale, quindi più invasivo rispetto alla comune castrazione che può essere eseguita per via scrotale o pre-scrotale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *