Le pulci: gli ectoparassiti per eccellenza

Le pulci: gli ectoparassiti per eccellenza

Quando si parla di parassiti esterni si suole sempre immaginare le pulci, quei fastidiosi insetti che possono infestare la cute del cane e del gatto causando disagio e prurito.
Sapete veramente tutto sulle pulci? Sapete come difendere i nostri animali e come intervenire efficacemente sull’ambiente? Sapete anche che le pulci, oltre ad essere ectoparassiti, possono trasmettere altre patologie? Se la risposta è no, questo articolo potrà chiarirvi le idee.

 

Cosa sono le pulci

Le pulci sono piccoli insetti il cui stadio adulto (quello che siamo soliti osservare sui nostri animali!) possiede un apparato buccale modificato, in modo da permettere all’artropode di perforare la cute e succhiare il sangue, un corpo schiacciato latero-lateralmente, di colore scuro e dotato di sei zampe le cui ultime due, più lunghe della altre, permettono loro di spiccare salti notevoli: l’intera pulce misura circa 1-1,5 mm ma è in grado di saltare fino a 30 cm in altezza e 50 in lunghezza… rispettivamente 300 e 500 la sua dimensione.
Appartenenti all’ordine Siphonaptera, esistono oltre 2000 specie di pulce, ma quelle che maggiormente interessano i nostri animali domestici sono Ctenocephalides felis felis e Ctenocephalides canis.
Il nome di queste due specie può trarre in inganno, lasciando pensare ad una certa predilezione per l’uno o per l’altro animale, in realtà entrambe sono in grado di parassitare sia il cane che il gatto.

C. felis felis è la più diffusa alle nostre latitudini ed è pertanto quella che, con maggiore probabilità, potremo ritrovare sui nostri pet.

Il ciclo biologico delle pulci

La pulce è un insetto olometabolo, il che significa che il suo sviluppo passa attraverso un ciclo biologico completo nel quale solo l’adulto svolge attività di parassita, mentre tutti gli altri stadi vivono nell’ambiente lontano dall’ospite.
Ctenocephalides spp. (per gentile concessione del Dr. C. Papeschi)

Il concetto può sembrare complicato, ma risulterà sicuramente più semplice dopo la spiegazione che seguirà.

Le pulci adulte si accoppiano sull’animale dopo aver compiuto il pasto di sangue.
Questo è necessario soprattutto per la femmina in quanto fornisce l’energia e le sostanze nutritive necessarie per la produzione delle uova, la cui deposizione inizia 24-48 ore dopo l’accoppiamento.
Giusto per comprendere quanto siano prolifiche le pulci, sappiate che ogni singola femmina depone ogni giorno diverse decine di uova e che durante la sua vita riproduttiva può arrivare fino a duemila in totale.
Le uova vengono deposte sull’animale per poi cadere da esso e rimanere nell’ambiente, in particolare in quei luoghi in cui il cane o il gatto trascorrono la maggior parte del loro tempo.
Dall’uovo fuoriesce una larva di primo stadio, ed il tempo necessario affinchè questo avvenga è fortemente condizionato dalla temperatura e dall’umidità ambientale, ma all’interno delle nostre case sono sufficienti circa 48 ore.
Le larve tendono ad evitare la luce e a nascondersi, pertanto le fibre tessili della cuccia, dei tappeti, della moquette, dei cuscini e dei divani rappresentano un ottimo nascondiglio.
Tre sono gli stadi larvali che l’insetto attraversa prima di trasformarsi in pupa e successivamente in adulto: in condizioni ambientali ottimali, come quelle presenti all’interno delle nostre case, il ciclo biologico, ovvero l’intero sviluppo da uovo fino ad adulto, impiega da due a tre settimane.
Non appena fuoriuscita dalla pupa, la pulce adulta cerca immediatamente un ospite sul quale stabilire la propria dimora ed iniziare a nutrirsi per poi accoppiarsi.

La pulce individua l’ospite attraverso diversi stimoli, in particolare il calore e la presenza di anidride carbonica.

Un problema non solo nella stagione calda

Un tempo si era soliti pensare, erroneamente, che le pulci fossero un problema solamente nei periodi caldi.
Per quanto la loro presenza, e di conseguenza le infestazioni massive nei nostri animali, sia favorita da condizioni climatiche favorevoli quali quelle che si verificano in tarda primavera ed inizio autunno, oggi sappiamo con certezza che questi parassiti sono presenti ed attivi anche in inverno.
Ciò è dovuto al fatto che i nostri animali vivono sempre di più dentro casa, dove la temperatura non scende mai al di sotto di una certa soglia, pertanto la protezione contro questa ectoparassitosi dovrebbe essere mantenuta per tutto l’anno, soprattutto in ambiente domestico.

Come avviene l’infestazione

La pulce adulta tende a non abbandonare il suo ospite, pertanto contrarre l’infestazione a seguito di incontri occasionali con animali parassitati è piuttosto difficile, contrariamente a quanto avviene nel caso di soggetti conviventi che dormono a stretto contatto.
Con maggiore facilità, invece, l’infestazione da pulci avviene quando la pulce emerge dalla pupa e non ha ancora trovato il proprio ospite.
Pertanto la frequentazione di ambienti in cui siano presenti animali portatori, come case o pensioni per animali, di giardini pubblici, dove questi vengono portati a fare i bisogni, o di quartieri dove siano presenti colonie feline o cani randagi, rappresentano la principale fonte di infestazione.
Anche l’impiego di trasportini comuni, utilizzati quindi per più animali, può rappresentare una fonte di rischio.
Inoltre, attraverso le suole delle scarpe è possibile veicolare uova, larve o pupe di pulce all’interno della propria abitazione.

Vuoi vedere come si comporta la pulce e come funziona il suo ciclo biologico? Guarda questa splendida ricostruzione video (clicca qui)

Il ruolo patogeno della pulce

La pulce è un insetto che, da adulto, è ematofago, pertanto si nutre di sangue per sopravvivere e riprodursi.
Per raggiungere i capillari dai quali succhiare sangue, il parassita deve perforare la cute e lo fa molto spesso, poiché si nutre tutti i giorni e più volte al giorno, senza interruzioni.
Durante la suzione, il parassita arreca diversi danni all’animale in quanto la sua puntura provoca una lesione sulla cute, seppur microscopica, causando irritazione e prurito, e priva il soggetto infestato di diverse gocce di sangue ogni giorno.
Un’infestazione massiva, ovvero la presenza di centinaia o migliaia di pulci su un singolo animale, possono provocare intenso fastidio con lesioni autoindotte dal grattamento, spesso complicate da infezioni secondarie causate da batteri presenti sulla pelle, sul pelo, sulle unghie e nella saliva del cane o del gatto, ma anche ingente sottrazione di sangue e conseguente anemia.
Inoltre le pulci sono potenziali vettori di agenti patogeni, di natura batterica o parassitaria, e possono scatenare un’ulteriore patologia su base allergica nota come DAP (Dermatite Allergica da Pulci).

I sintomi

Il sintomo principale della presenza di pulci su cane e gatto è il prurito, che spinge l’animale a grattarsi, leccarsi e mordicchiarsi con insistenza.
Il prurito è causato per lo più dall’azione irritante della puntura e della saliva dell’insetto e solo in minima parte dal suo movimento sulla cute.
In presenza di infestazioni massive o di reazioni allergiche sarà anche possibile osservare la cute arrossata e l’eventuale presenza di croste, dermatite essudativa ed alopecia.

La diagnosi

La diagnosi, solitamente, non è complicata per il veterinario, ma anche il proprietario può facilmente rendersi conto del problema.
Il più delle volte è sufficiente pettinare l’animale contropelo per osservare il parassita muoversi velocemente sulla pelle, soprattutto sul dorso, vicino all’attaccatura della coda, e sull’addome.
Nelle infestazioni più lievi, quando siano presenti pochi parassiti, questi potrebbero sfuggire all’osservazione, ma sarà comunque possibile ritrovare le loro feci che, per la presenza di sangue indigerito, assumono l’aspetto di forforina scura, ancor più facilmente visibile nei soggetti a pelo chiaro.

Prevenire e trattare le infestazioni da pulci

Per la prevenzione dell’infestazione da pulci, ovvero l’attacco da parte degli insetti adulti, sono presenti in commercio numerosi prodotti antiparassitari, sia ad uso esterno (spray, pipette spot-on o collari) che somministrabili per via orale (compresse), contenenti molecole ad azione adulticida e repellente in grado, quindi, di tenere lontano il parassita o di ucciderlo ed evitare dunque che si verifichi l’infestazione.
Qualora l’animale fosse stato già colpito, non è sufficiente eliminare solamente le pulci adulte in quanto, come abbiamo potuto apprendere dalla lettura di questo breve articolo, vista la velocità di riproduzione dell’insetto è lecito pensare che anche l’ambiente, quindi la casa, sia infestato dalle forme larvali che daranno vita entro breve a nuove generazioni di adulti.
Pertanto è necessario eseguire anche un trattamento sull’ambiente che va dall’utilizzo dell’aspirapolvere sulle superfici domestiche (pavimenti ma anche tappeti, moquette, divani, ecc.), del vapore e di spray ad azione insetticida (attenzione alle possibili conseguenze sugli animali).
Ove possibile, le cucce e le copertine andrebbero eliminate oppure trattate in maniera energica.
Per quel che riguarda gli antiparassitari, esistono in commercio numerosi prodotti il cui spettro d’azione copre sia gli adulti che le larve, esercitando su queste ultime un’azione inibente sullo sviluppo.

Nella scelta dell’antiparassitario si consiglia di                 rivolgersi al proprio veterinario di fiducia, il quale potrà prescrivere il presidio più adatto e la strategia di lotta migliore

E’ importante, infatti, valutare con attenzione la situazione ed effettuare una scelta oculata, rispettando le modalità e i tempi di somministrazione indicati dalla casa produttrice e riportati sul foglietto illustrativo.
Da non dimenticare che alcuni prodotti impiegati nel cane (piretroidi) possono essere estremamente tossici per il gatto.
La profilassi antiparassitaria, previo consiglio del veterinario, dovrebbe essere prolungata per tutto l’arco dell’anno e non più limitata solamente alla stagione calda: le pulci non vano in vacanza.

Per saperne di più, contatta il tuo veterinario di fiducia

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