I vermi intestinali del cane e del gatto: gli ascaridi

I vermi intestinali del cane e del gatto: gli ascaridi

L’apparato gastro-enterico del cane e del gatto può essere infestato da numerose specie di elminti, quei fastidiosi parassiti che più comunemente usiamo chiamare “vermi”.
Quelli sicuramente più comuni e diffusi sono gli ascaridi, nematodi che abitano l’intestino e che possono causare danni di diverso tipo nei nostri pets.
Attraverso poche e semplici domande, alle quali il Dr. Giuseppe Michienzi della Clinica Veterinaria Saline darà risposte il cui scopo è quello di far comprendere al proprietario quali sono i rischi e come comportarsi per prevenire i problemi correlati, cercheremo di conoscere questi parassiti così comuni nei nostri animali da compagnia.

Dr. Giuseppe Michienzi, Medico Veterinario. Si occupa principalmente di Medicina Interna; tra i suoi interessi professionali emergono soprattutto l’endocrinologia, l’ecografia addominale, la cardiologia e l’endoscopia.

✔️Cosa sono gli ascaridi?

Gli ascaridi sono nematodi, ovvero vermi i cui adulti sono caratterizzati da un corpo di colore chiaro, allungato (possono raggiungere i 15 cm di lunghezza) e di sezione cilindrica, per questo indicati comunemente come “vermi tondi”.

✔️Quali sono gli ascaridi che infestano il cane e il gatto?

Tre sono i principali ascaridi parassiti:
📌Toxocara canis (parassita del cane)
📌Toxocara cati (parassita del gatto)
📌Toxascaris leonina (in grado di infestare sia il cane che il gatto)

✔️Come avviene l’infestazione?

Un cane o un gatto infestato rilascia sul terreno attraverso le feci migliaia di uova (non ancora infestanti) di ascaridi.
Le feci possono così contaminare l’ambiente ed infestare, potenzialmente, moltissimi altri animali che si trovino ad ingerire direttamente le feci del portatore, attraverso il cibo o l’acqua venuta in contatto con residui fecali oppure, come avviene ad esempio nei giardini pubblici, mangiando l’erba di un prato contaminato.

Una volta nell’ambiente esterno, le uova hanno bisogno di un po’ di tempo (in genere alcune settimane), estremamente variabile in funzione delle condizioni climatiche, per      maturare e diventare infestanti.

Ascaride adulto (foto Dr. C. Papeschi)

Durante la maturazione, all’interno dell’uovo si forma una larva e solo quando il suo sviluppo sarà completo l’uovo potrà dar luogo ad una nuova parassitosi.

L’infestazione avviene, dunque, per ingestione delle uova larvate che, una volta raggiunto l’intestino, rilasciano la larva contenuta al loro interno.
Le giovani larve non sono destinate a rimanere nell’intestino tal quali: attraversano la parete intestinale e raggiungono prima il fegato e poi i polmoni per tornare successivamente nell’intestino.
Durante questo lungo percorso, le larve si evolvono fino a diventar vermi adulti.

✔️Esistono altre modalità di infestazione?

Esistono, eccome.
Il ciclo biologico degli ascaridi prevede anche la possibilità di ospiti paratenici.
Di cosa si tratta?
Gli ospiti paratenici sono altri animali, in genere roditori e lagomorfi, che abbiano ingerito le uova larvate di questi parassiti.
Il cane o il gatto che, cacciando, si cibano di una preda infestata potranno contrarre la parassitosi.
Esiste ancora un’altra modalità di infestazione per quel che riguarda soprattutto Toxocara canis ma anche Toxocara cati: la via galattogena.
In poche parole, la madre infestata può trasmettere il parassita ai piccoli attraverso il latte, anche se è stata sverminata e presenta feci negative all’esame coprologico.
Aggiungiamo, inoltre, la possibilità di trasmissione di Toxocara canis ai feti direttamente attraverso la placenta a partire dal 42° giorno di gestazione.

In poche parole, tutti i cuccioli e i gattini dovrebbero     essere considerati a rischio e quindi trattati contro gli ascaridi non appena possibile.

✔️Quali sono i segni clinici in caso di infestazione da ascaridi?

I segni clinici non sono sempre presenti in quanto molto dipende dall’entità dell’infestazione e dall’età dell’animale.
In genere i cuccioli e i gattini, quindi gli animali giovani in generale, sono quelli che più di tutti risentono delle infestazioni da ascaridi.
Quando presenti, i segni clinici più comuni sono i seguenti:
▶️Dimagrimento
▶️Ritardo nell’accrescimento (in cuccioli e gattini)
▶️Diarrea
▶️Dilatazione addominale
▶️Debolezza
▶️Vomito (a volte con presenza di vermi)
▶️Difficoltà respiratoria
Le infestazioni gravi e non trattate possono anche condurre a morte il giovane animale.

✔️Se il mio cane (o gatto) ha i vermi lo vedo dalle feci?

Questo è un luogo comune che deve essere sfatato, almeno per quel che riguarda gli ascaridi.
I vermi adulti vivono nell’intestino tenue e in condizioni normali raramente vengono emessi con le feci.
Attraverso le deiezioni l’animale elimina solamente le uova microscopiche(quindi invisibili ad occhio nudo).
È possibile trovare i vermi nelle feci solo occasionalmente, in genere quando questi muoiono, e quindi si staccano dalla parete e vengono trascinati via dai movimenti peristaltici, oppure quando sono davvero tanti.
Di conseguenza, osservare feci prive di vermi non significa che l’animale non sia infestato.

Solamente il veterinario, attraverso un esame                 coprologico e la visione del preparato al microscopio,     potrà confermare o smentire la loro presenza.

✔️Quali sono i luoghi nei quali il rischio di contrarre una parassitosi intestinale è        maggiore?

Sicuramente i giardini pubblici, dove potrebbero essere portati a fare i propri bisogni anche animali non correttamente sverminati, e le zone in cui vi sia presenza di cani o gatti randagi e frequentate da animali selvatici.

✔️Come si diagnostica la presenza di ascaridi?

Per verificare la presenza di vermi intestinali bisogna far eseguire un esame coprologicoal proprio veterinario di fiducia.
Di norma, il veterinario procede ad eseguire questo esame durante la prima visita e, se necessario, anche alle visite successive.
Uovo di Toxocara canis osservato al microscopio ottico (foto Dr. C. Papeschi)

Per eseguire un esame coprologico è necessario, prima di tutto, disporre della materia prima.

Pertanto, il proprietario dovrà provvedere a portare con sé un campione di feci, possibilmente prelevato entro le 24 ore, all’interno di un contenitore pulito.
Il veterinario, dopo aver eseguito una procedura di laboratorio volta a concentrare e raccogliere le uova dei parassiti presenti nelle feci, osserverà il campione al microscopio edemetterà una diagnosi.
Può capitare che, durante l’esame coprologico, vengano osservate altre specie di parassiti e questo rilievo è molto importante per decidere qualeprotocollo terapeuticoadottare.

✔️Come si curano gli ascaridi?

Gli ascaridi devono essere trattati mediante l’utilizzo di antielmintici, meglio conosciuti come vermifughi, farmaci contenenti molecole in grado di eliminare i parassiti dall’apparato digerente dell’animale.

Gli antielmintici, come del resto qualunque altro farmaco, non devono essere somministrati arbitrariamente dal proprietario, ma prescritti dal veterinario che indicherà il tipo di prodotto, la modalità di somministrazione, il dosaggio e l’eventuale ripetizione del trattamento.

Esistono in commercio sotto forma di diverse formulazioni, da somministrare per via orale (compresse, pasta o sospensione, oppure per applicazione esterna (spot-on o collare).
Per buona regola, il trattamento dovrà essere effettuato su tutti gli animali eventualmente conviventi.

✔️Quali precauzioni devo osservare durante e dopo il trattamento?

Durante il trattamento, tutte le feci prodotte dovranno essere immediatamente eliminate e le superfici con le quali sono venute a contatto lavate e disinfettate con cura.
E’ importante evitare, quanto più possibile, che l’animale si reinfesti poiché gli antielmintici non sono vaccini, pertanto il loro scopo è quello di eliminare i parassiti presenti e non hanno potere preventivo.
Per i soggetti a rischio di contrarre la parassitosi, meglio far eseguire con una certa frequenza l’esame coprologico e, se necessario, il trattamento antielmintico.

✔️Gli ascaridi possono essere un pericolo per l’essere umano?

Toxocara canise Toxocara catipossono rappresentare unpericolo anche per l’uomo, sono quindi considerati agenti zoonosici (ovvero patogeni trasmissibili dall’animale all’essere umano).
La trasmissione avviene per ingestione di uova larvate attraverso le mani, alimenti od oggetti contaminati da residui fecali contenenti uova larvate.
Particolarmente a rischio sono i bambini, soprattutto quelli molto piccoli che giocano nei parchi pubblici e si portano le mani sporche alla bocca.
Questi ascaridi possono rendersi responsabili di una patologia nota come sindrome della larva migrans: la larva del parassita, passando dall’intestino agli organi interni, può causare danni notevoli.
È quindi, ancor più importante eseguire i controlli e i trattamenti indicati dal veterinario, non solo per il bene dei nostri animali ma anche per le potenziali ripercussioni sulla salute umana.

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