Parassiti bronco-polmonari del gatto: patogeni emergenti

Parassiti bronco-polmonari del gatto: patogeni emergenti

Quando si parla di vermi, l’immaginario comune porta quasi sempre a pensare ai parassiti intestinali.
Da alcuni anni a questa parte sta salendo l’attenzione del mondo veterinario verso i cosiddetti strongili bronco-polmonari.

Si tratta di nematodi, ovvero vermi tondi, che vivono all’interno dell’apparato respiratorio invece che in quello digerente e possono causare danni imponenti, fino anche alla morte dell’animale.
Cerchiamo di conoscere insieme i principali nematodi bronco-polmonari del gatto, agenti patogeni ancora troppo spesso sottovalutati.

La conoscenza del problema è il primo passo da compiere verso la sua prevenzione e risoluzione

 

Diamo un nome a questi parassiti

I principali nematodi parassiti dell’apparato respiratorio del gatto sono i seguenti:
  • Aelurostrongylus abstrusus
  • Troglostrongylus brevior
  • Capillaria aerophila
  • Troglostrongylus subcrenatus
  • Oslerus rostratus
  • Angiostrongylus chabaudi
I primi tre parassiti del precedente elenco sono sicuramente i più importanti in quanto, negli ultimi anni, il numero di diagnosi eseguito presso le strutture medico-veterinarie sono risultate in vertiginoso aumento.
Gli altri sembrano essere, al momento, più rappresentati nei felidi selvatici sebbene sia possibile una trasmissione anche ai gatti domestici.

Aelurostrongylus abstrusus

Perché vogliamo parlare proprio di Aeluroetrongylus abstrusus?
Semplice, perché si tratta di un parassita emergente presente, nel nostro Paese, su tutto il territorio nazionale ed in particolare nelle regioni del centro-sud.
Questo parassita ha un ciclo biologico molto particolare in quanto per completare il suo sviluppo necessita di un ospite intermedio, ovvero un gasteropode terrestre (lumache e chiocciole) all’interno del quale crescere e maturare.
Il gatto si infesta ingerendo il gasteropode, evento piuttosto raro in quanto difficilmente un micio ben nutrito andrà ad assaggiare una cosa poco appetibile come una lumaca.
Questi invertebrati, al contrario, sono dei bocconcini molto succulenti per altri animali, quali ad esempio uccellini, piccoli mammiferi o rettili.
Come ben sappiamo, il gatto non disdegna di banchettare con prede di questo tipo che, a loro volta, possono trasmettere al felino il parassita di cui stiamo parlando.
Una volta ingerito il nematode, questo raggiungerà i polmoni dell’animale ed inizierà a creare dei danni.
In molti casi questa patologia può decorrere in maniera asintomatica anche per diverso tempo, senza dare segni clinici apprezzabili.
Lesioni polmonari (visione VD)
Purtroppo non sempre è così e nei soggetti interessati da un’infestazione grave possono presentarsi i seguenti segni clinici:
  • tosse
  • starnuti
  • dispnea (difficoltà respiratoria)
  • respirazione sibilante
  • rinorrea (sangue dal naso)
  • morte.
Da un punto di vista anatomo-patologico, A. abstrusus causa una grave forma di polmonite interstiziale e granulomatosa.
Lesioni polmonari (visione LL)

 

Troglostrongylus brevior

Il ciclo biologico e la modalità di trasmissione di Troglostrongylus brevior, anch’esso responsabile di danni ai polmoni del gatto, non è dissimile da quanto sinteticamente descritto per Aelurostrongylus abstrusus.
L’unica differenza rispetto al parassita precedente è che T. brevior può essere trasmesso anche dalla madre al figlio, probabilmente attraverso il latte.
Questo dettaglio non è da poco in quanto una madre asintomatica può rendersi responsabile della trasmissione ai piccoli.
Le infestazioni causate da questo nematode possono essere molto gravi soprattutto nei gattini e spesso si rendono responsabili della morte improvvisa di intere cucciolate.
Troglostrongylus brevior causa bronchite catarrale e lesioni emorragiche che possono ostruire bronchi e bronchioli nonché danni indiretti a carico delle arterie polmonari con conseguente ipertensione.

Capillaria aerophila

Capillaria aerophila è l’ultimo dei principali nematodi respiratori di cui parleremo oggi.
Questo parassita presenta alcune differenze rispetto ai precedenti, tra cui il diverso ospite intermedio: non più un gasteropode ma un lombrico, ma l’infestazione può essere causata anche dall’ingestione diretta delle uova larvate.
Invece di localizzarsi all’interno del parenchima polmonare, l’adulto di C. aerophila vive infisso nella mucosa della trachea o della diramazione dei bronchi.
In questa sede, il parassita può provocare tracheite e tracheobronchite che possono impedire all’animale di respirare, e si manifesta inizialmente con tosse secca oppure grassa.

L’importanza di una diagnosi corretta e precoce

Il gatto infestato rilascia nell’ambiente, attraverso le feci, le larve di A. abstrusus e di T. brevior e le uova di C. aerophila.
La diagnosi viene eseguita dal veterinario attraverso l’esame delle feci utilizzando una metodica particolare (la metodica di Baermann) per i primi due e la flottazione (od altre tecniche come il FLOTAC) per tutti gli altri parassiti che eliminano le uova invece delle larve.
Nel caso dei parassiti delle vie aeree appena descritti, la diagnosi coprologica è fondamentale per inquadrare il problema e procedere alla terapia del caso per ridurre i danni e salvare la vita all’animale infestato.
Strongili bronco-polmonari osservati al microscopio

Quali sono gli animali maggiormente a rischio?

Se avete letto attentamente la breve descrizione dei parassiti oggetto di questo articolo, avrete sicuramente già capito che i soggetti più a rischio sono quei gatti che conducono una vita all’esterno (gatti outdoor) o che abbiano comunque la possibilità di uscire di casa e predare.
Anche i gatti indoor, ovvero quelli che vivono esclusivamente in casa, ma che possono comunque entrare in contatto con uccellini, rettili o piccoli mammiferi, magari anche solo sul terrazzo, sono considerati potenzialmente a rischio.

L’importanza dello screening

Diagnosi microscopica
Anche in assenza di segni clinici riconducibili a questi agenti patogeni, la possibilità di eseguire uno screening di routine consente di individuare le infestazioni lievi, cioè quelle che ancora non sono in grado di causare una malattia manifesta ma che, in futuro, potrebbero comunque creare problemi.
Qualora il veterinario individuasse uno di questi parassiti all’esame coprologico, potrà indicare una terapia risolutiva volta a prevenire il problema.

La prevenzione

Questi parassiti sono sensibili a numerose molecole antiparassitarie di comune utilizzo.
Pertanto, la profilassi è importante ma deve essere eseguita con cognizione di causa e su indicazione del veterinario.
È importante ricordare che non tutte le molecole ed i prodotti antiparassitari presenti in commercio sono efficaci allo steso modo per tutti i parassiti, pertanto è fondamentale discuterne con il veterinario che saprà darvi il giusto consiglio in merito.

Le verminosi bronco-polmonari del gatto possono causare gravi danni all’animale, fino anche a causarne la morte

La prevenzione è l’arma più efficace: parlane con il tuo veterinario di fiducia

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