Il gatto e la FIV: tutto quello che c’è da sapere

Il gatto e la FIV: tutto quello che c’è da sapere

La FIV (Feline Immunodeficiency Virus – Virus dell’Immunodeficienza Felina), anche nota come AIDS   felino, è una malattia virale che può colpire tutti i gatti.
Vista l’importanza di questa patologia e la sua grande diffusione su tutto il Paese, abbiamo deciso di affrontare il problema attraverso un breve articolo dedicato ai proprietari di gatti.

 

Cos’è la FIV?

L’agente patogeno della FIV è stato isolato per la prima volta oltre trent’anni fa, nell’ormai lontano 1986.
Si tratta di un Retrovirus, appartiene dunque alla stessa famiglia di quello della FeLV (Leucemia Felina) ed è strettamente correlato al virus dell’HIV (Human Immunodeficiency Virus), per il quale mostra un comportamento biologico molto simile.
Questo virus è endemico nelle popolazioni feline di tutto il Mondo, il che significa che è presente un po’ ovunque, sebbene la sua sieroprevalenza (ovvero la diffusione su un determinato territorio) può variare notevolmente a seconda dell’area geografica.

Come si trasmette la FIV?

Nei gatti infetti, il virus della FIV è presente all’interno dei fluidi biologici (ad es. saliva e sangue).
Di conseguenza, l’infezione può essere trasmessa dai soggetti portatori a quelli sani principalmente     attraverso i morsi, l’accoppiamento oppure anche dalla madre ai figli in particolare durante la            gestazione.
Pertanto la trasmissione avviene principalmente per contatto diretto tra animali malati e sani, poiché il virus non è in grado di resistere a lungo nell’ambiente esterno.
Esistono anche altre modalità di trasmissione del virus, sebbene molto più rare e meno importanti da un punto di vista epidemiologico, come ad esempio la trasfusione di sangue.

Quali sono i soggetti maggiormente a rischio di contrarre la FIV?

La FIV mostra una maggiore incidenza nelle aree urbane, ovvero in quelle zone dove è presente un’elevatadensità di gatti, come avviene con le colonie feline.
Di conseguenza, i gatti di proprietà che hanno accesso all’esterno, possono entrare in contatto con soggetti selvatici o randagi.
I gatti outdoor sono quelli maggiormente a rischio
Soprattutto i maschi interi, particolarmente litigiosi per la difesa del territorio e per il diritto ad accoppiarsi, possono         contrarre l’infezione attraverso i morsi ed il contatto con il sangue.
Più in generale, sebbene la FIV sia in grado di colpire qualunque gatto senza distinzione di età, razza o sesso, i soggetti più a rischio sono quelli non sterilizzati con accesso all’esterno in ambiente urbano.

Quali sono i segni clinici che accompagnano l’infezione da FIV?

La FIV, esattamente come l’HIV umano, mostra un periodo di latenza piuttosto lungo che può durare da mesi ad anni, pertanto in fase iniziale potrebbero non essere riscontrati segni clinici evidenti.
Dopo un periodo di incubazione di circa un mese, il gatto potrebbe presentare segni generici, che spesso passano inosservati agli occhi del proprietario o vengono sottovalutati, come ad esempio:
  • Diarrea
  • Febbre
  • Sonnolenza
  • Apatia
  • Disinteresse per il cibo
  • Congiuntivite
  • Ingrossamento dei linfonodi.
Alcuni gatti possono rimanere sieropositivi e non sviluppare la malattia.
Il virus agisce danneggiando il sistema immunitarioe riducendo le difese dell’animale, il quale è dunque più sensibile ed esposto a qualunque altra patologia di natura infettiva ed alle sue complicazioni.

Più che essere direttamente causa di malattia, la FIV apre la strada ad altri agenti patogeni contro i quali il gatto infetto non è più in grado di             difendersi.

Di conseguenza, molti segni clinici che compaiono in un gatto infetto possono essere causati da altre patologie e quindi possono variare in funzione della malattia concomitante.
Alcuni dei segni clinici che possono far sospettare la presenza di FIV, o di patologie concomitanti favorite dalla presenza dell’infezione, sono i seguenti:
  • Gengivite e stomatite cronica
  • Dimagrimento
  • Problemi respiratori
  • Anemia
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Rinite
  • Insufficienza renale
  • Problemi di pelle
  • Micosi cutanee
  • In generale, maggiore predisposizione ad altre patologie.

 

Gengivite e stomatite legate alla FIV

Soprattutto le alterazioni a carico della bocca, come gengivite e stomatite, sembrano essere tra i primi segni clinici in grado di far sorgere il sospetto di infezione da FIV.
Gatto affetto da una forma grave di gengivo-stomatite
I gatti affetti da queste problematiche possono presentare scialorrea (ipersalivazione), rifiuto del cibo, alito cattivo edolore alla bocca.
Le gengive sono visibilmente infiammate, tendono ad abbassarsi e a lasciar scoperto il colletto dentale e la radice e può verificarsi anche l’instabilità o la caduta di alcuni denti.
La gengivostomatite, anche in corso di FIV, può essere trattata in diversi modi per alleviare il disagio e la sofferenza del gatto.
La laser terapia è un tipo di trattamento poco invasivo e molto efficace.

La FIV può causare la morte dell’animale?

Lo stesso gatto dopo alcune sedute di laser terapia presso la Clinica Veterinaria Saline
Il gatto affetto da FIV, come già sottolineato, è più facilmente predisposto a contrarre altre infezioni e a sviluppare malattie che possono determinare il decesso del soggetto.

Come si diagnostica la FIV?

Per la diagnosi della FIV sono disponibili presso tutte le strutture veterinarie dei test rapidi, la cui esecuzione è semplice, rapida, economica e richiede il prelievo di poche gocce di sangue.
I test ambulatoriali rilevano la presenza di anticorpi contro il virus, ma questi saranno presenti nel sangue dell’animale e rilevabili solo dopo alcune settimane dall’infezione.
Inoltre, nel gattino nato da madri sieropositive, gli anticorpi materni potrebbero rimanere in circolo per diverso tempo.
Pertanto, i test rapidi possono in alcuni casi determinare dei falsi positivi e quindi, a giudizio del veterinario curante, dover essere nuovamente eseguiti a distanza di tempo oppure necessitare di una conferma da parte del laboratorio.

Perché è importante sapere se il proprio gatto è sieropositivo oppure no? 

Il test FIV-FeLV
Innanzitutto, quando si ospita in casa un nuovo soggetto in presenza di altri gatti già residenti, soprattutto quando non se ne conosca l’origine o lo stato di salute, sarebbe opportuno far eseguire il test onde evitare il rischio di infettare anche gli altri.
In caso di sospetto, soprattutto per animali che abbiano accesso all’esterno e possono entrare in contatto con gatti randagi o di colonia, sapere precocemente se il proprio animale è sieropositivo oppure no è importante per le attenzioni e le cure che dovranno essere eseguite in via preventiva.
Questo è utile per garantire una sopravvivenza quanto più lunga possibile al gatto infetto, anche in assenza di segni clinici.

Si può curare la FIV?

Attualmente non esistono cure specifiche per la FIV e, nel nostro Paese, non è possibile eseguire la vaccinazione contro la malattia.
Non è necessario sopprimere un gatto risultato positivo per il Virus dell’Immunodeficienza Felina e sebbene manchino protocolli terapeutici efficaci, è comunque possibile garantire una buona                      sopravvivenza.
A tale scopo è importante che l’animale venga sottoposto periodicamente a:
  • visita generale
  • vaccinazioni
  • trattamenti contro i parassiti interni
  • trattamenti contro i parassiti esterni
  • diagnosi immediata in caso di patologie concomitanti
  • controllo del peso
  • esami emato-biochimici.
In linea generale, l’animale FIV positivo dovrebbe essere protetto più di un gatto sano, possibilmente evitando l’accesso all’esterno, immancabile fonte di pericoli per la salute di un soggetto non in grado di difendersi efficacemente, e nutrito adeguatamente.
L’aspettativa di vita media, nel caso di un gatto infetto ma mantenuto sotto controllo medico, può raggiungere e superare i cinque anni.

La FIV può essere trasmessa all’uomo o ad altre specie animali?

Nonostante la sua grande somiglianza con l’HIV, il virus della FIV non può infettare l’uomo o altri animali diversi dal gatto, in quanto è estremamente specie-specifico.

Per maggiore tranquillità, tua e del tuo gatto,         richiedi di eseguire il test per la FIV

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *