La Leishmaniosi canina

La Leishmaniosi canina

La Leishmaniosi è una malattia infettiva estremamente diffusa, grave e potenzialmente mortale.

Questa patologia colpisce principalmente il cane ma può rappresentare un pericolo anche per il gatto ed altri animali.

Come si trasmette la Leishmaniosi?

Innanzitutto, è importante sapere che la Leishmaniosi è la malattia causata dal microorganismo               Leishmania infantum.

Il contagio può avvenire attraverso diverse vie, alcune delle quali solo recentemente descritte ed accertate, ma la modalità di trasmissione più importante è la puntura del flebotomo.

Diverse specie di flebotomi sono in grado di veicolare l’agente patogeno, ma nel nostro Paese quello considerato più importante è Phlebotomus perniciosus.

Questo insetto viene definito ematofago in quanto si nutre di sangue, che assume pungendo un qualunque mammifero consentendo in questo modo il passaggio del parassita all’ospite attraverso il suo apparato buccale.

Non tutti i flebotomi sono vettori di leishmaniosi, solamente quelli che abbiano compiuto anche solo un pasto di sangue su un animale infetto.

Inoltre, è giusto sottolineare che solamente la femmina di questo insetto succhia il sangue, risorsa nutritiva fondamentale per la produzione di uova.

All’interno del flebotomo l’agente patogeno subisce una particolare trasformazione che lo rende infettante.

È necessario, dunque, distinguere tra:

  • infezione
  • malattia

Si parla semplicemente di infezione quando l’animale entra in contatto con il microorganismo.

Prendendo in considerazione la principale via di trasmissione, l’infezione avviene quando il soggetto subisce la puntura del flebotomo ed il patogeno viene inoculato all’interno dell’animale.

Il sistema immunitario, a quel punto, reagisce per la presenza di un ospite indesiderato producendo anticorpi e determinando, dunque, la cosiddetta sieropositività.

Un animale sieropositivo non necessariamente si ammala e potrebbe quindi essere asintomatico,    ovvero non presentare i segni caratteristici della malattia.

Essendo il cane, però, una specie estremamente sensibile, le probabilità che si sviluppi la malattia sono estremamente elevate.

 

I caratteri della malattia

Quando, a seguito dell’infezione, compaiono i segni clinici, allora si passerà dalla semplice infezione alla malattia.

La Leishmaniosi colpisce la cute e gli organi interni degli animali causando uno stato di malessere generale che può condurre progressivamente a morte.

La Leishmaniosi è una malattia generalizzata     molto grave

Proprio perché è in grado di interessare l’organismo animale a diversi livelli, la leishmaniosi può presentarsi con un corredo sintomatologico molto vario.

Tra i principali segni clinici che possono comparire in corso di Leishmaniosi, quelli di seguito sono i principali:

  • dimagrimento
  • linfonodi ingrossati
  • perdita di pelo
  • problemi cutanei (ispessimento della cute del naso e dei cuscinetti plantari, pelle secca e desquamata, forfora, formazione di ulcere)
  • problemi gastro-enterici (perdita di appetito, vomito, diarrea)
  • epistassi (sangue dal naso)
  • difficoltà nella cicatrizzazione delle ferite e facile sanguinamento
  • stanchezza (intolleranza all’esercizio fisico, maggiore affaticabilità)
  • crescita abnorme delle unghie
  • difficoltà motoria (zoppia)
  • problemi oculari (congiuntivite, ecc.)
  • aumento della sete
  • urinazione frequente
  • aspetto generale di “cane vecchio”.

Questi sono alcuni dei principali segni clinici che possono essere rilevati.

Non tutti i segni clinici sono necessariamente presenti allo stesso momento.

Quando il cane inizia a manifestare i segni clinici tipici della Leishmaniosi, la malattia è solitamente già in uno stadio avanzato

I danni epatici e renali nonché l’anemia sono le conseguenze della malattia che, più frequentemente, portano a morte l’animale.

Poiché la Leishmaniosi ha un importante effetto immunodeprimente, un cane affetto da questa malattia è esposto con maggiore facilità a contrarre altre patologie.

La concomitanza di più patologie aggrava il quadro clinico e rende più difficile la cura ed il salvataggio del soggetto.

Come si diagnostica la leishmaniosi?

Per quanto i segni clinici siano molto spesso suggestivi, non è possibile diagnosticare la leishmaniosi sulla base dell’osservazione o di una semplice visita clinica.

Esistono diversi modalità per eseguire la diagnosi di Leishmaniosi:

esami diretti: rilevano la presenza del parassita (osservazione al microscopio, PCR)

  • esami indiretti: rilevano la presenza di anticorpi (test sierologici)
  • esami collaterali: si tratta di indagini volte a valutare le alterazioni e i danni causati dalla patologia (esami del sangue e delle urine)

Uno degli esami indiretti che può essere eseguito in maniera rapida ed economica è il test rapido, eseguibile presso qualunque struttura veterinaria.

Gli esami collaterali (proteine totali, rapporto albumine/globuline, elettroforesi, parametri enzimatici epatici e renali, analisi delle urine, ecc.) sono tutte indagini fondamentali per comprendere la progressione della patologia e stadiare il paziente.

 

La Leishmaniosi si può curare?

Esistono diversi protocolli terapeutici per il trattamento della leishmaniosi.

Attraverso le terapie è possibile, per lo più, ridurre i segni clinici e migliorare le condizioni di vita del paziente, prolungando l’aspettativa e la qualità della vita.

L’eliminazione completa dell’agente patogeno dall’organismo dell’animale è molto difficile

 

La prevenzione della Leishmaniosi

Veniamo, dunque, alla prevenzione della leishmaniosi, l’argomento più importante di questo breve articolo.

Per la Leishmaniosi, più che mai, vale il vecchio slogan pubblicitario: prevenire è meglio che curare!

Cosa può fare il proprietario in questo senso?

Esistono due strategie fondamentali per la profilassi:

  • impedire che l’insetto punga l’animale (somministrazione di antiparassitari)
  • mettere l’organismo in condizione di combattere la patologia (eseguire la vaccinazione)

Per una corretta profilassi è necessario rivolgersi al veterinario curante, l’unico in grado di pianificare correttamente una strategia adeguata.

La combinazione di antiparassitari e vaccinazione è la migliore strategia preventiva

 

Gli antiparassitari

L’utilizzo degli antiparassitari impedisce all’insetto di raggiungere l’animale e di compiere il pasto di sangue.

È importante che gli antiparassitari vengano scelti con cura.

Per la scelta dell’antiparassitario è consigliabile chiedere sempre un consiglio al veterinario curante

Affinché i prodotti utilizzati possano garantire una protezione efficace contro la Leishmaniosi, è necessario considerare quanto segue:

  • dovranno includere il flebotomo nel loro spettro d’azione
  • dovranno essere somministrati seguendo le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo
  • dovranno essere somministrati con precisione e secondo la cadenza indicata dal produttore

Se il cane non viene punto dal flebotomo non        avviene l’infezione.

 

La profilassi vaccinale

Gli antiparassitari rappresentano la prima barriera contro la malattia.

Nonostante ciò, l’animale potrebbe comunque venire punto dall’insetto ed essere quindi infettato.

Per prevenire lo sviluppo della malattia e la sua evoluzione nella forma clinica, è possibile ricorrere alla vaccinazione.

In Italia la Leishmaniosi è endemica in moltissime zone, compreso l’Abbruzzo, e nessun animale può     essere considerato completamente al sicuro

Esistono due protocolli vaccinali, quanti sono i prodotti attualmente in commercio.

La scelta del tipo di protocollo immunizzante e del vaccino spetta al veterinario curante, in accordo con il proprietario.

Vaccinare è importante, soprattutto nelle seguenti condizioni:

  • cani che vivono in zone endemiche
  • cani che vivono all’esterno
  • cani che viaggiano

 

Prima di procedere alla vaccinazione sono necessari due passaggi:

  • assenza di parassiti intestinali (esame coprologico negativo oppure sverminazione preventiva)
  • accertata assenza di infezione da Leishmania (test rapido oppure esami di laboratorio)

 

 

La profilassi è fondamentale: non                              sottovalutiamola!

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